Uno dei primi documenti in cui appare per la prima volta il nome della Valle del Topino, è una carta di Farfa del 756, in cui compaiono i toponimi di La Cerqua, Pasano e Stazzano.

Nel periodo in cui furono definiti i confini, voluti da papa Gregorio IX nel 1235, la Valle del Topino apparteneva al Ducato di Spoleto, ma aveva un’amministrazione autonoma: c’era infatti un Visconte nominato dal rettore del Ducato, che aveva l’incarico di amministrare la giustizia e riscuotere le tasse.

Fra il X e l’XI secolo furono eretti alcuni castelli come quelli di Poggio Stazzano, Santa Cristina e Gallano; negli stessi periodi sorgevano monasteri come quelli di Santo Stefano e di San Sisto di Gallano e chiese come quelle  di San Pietro di Serra, San Cristoforo, San Michele Arcangelo di Rotondolo.

Il territorio era diviso in tanti micro-organismi socio-economici, costituiti da curie che corrispondevano ai castelli e da corti o villaggi.

Nel 1282, centosei capifamiglia dei castelli di Serra, di Rotondolo, di Santa Cristina, di Gallano e di Stazzano, fecero sottomissione al Comune di Assisi, ma tornarono a far parte dell’ Universitas Vallis Topini dopo qualche anno.

Il Comune di Valtopina sorse dall’insieme di territori, castelli, pievi, monasteri e da molti piccoli centri  collinari e montani intorno  ai secoli XI e XIII e il territorio era attraversato dalla strada Flaminia.

Il primo nome del luogo fu quello di Universitas Vallis Topini et Villae Balciani; un’altra denominazione del luogo era quella  di Comunis Vallis Topini et Villa Balciani,Fulginatis Diocesis.

Un ruolo importante di unità e coesione locale fu svolto per la comunità della Valle del Topino dalla chiesa di Pieve Fanonica, che fu riconosciuta come chiesa madre.

Un altro legame  era dovuto alle due fiere importanti che si svolgevano una nella valle, alla confluenza del Fosso dell’ Anna col Topino: la fiera di San Bernardino, che si teneva il 20 maggio, e quella di Pieve Fanonica, dove si recavano anche i valligiani, che era spesso teatro di furibonde liti con gli uomini di Foligno.

I Trinci, signori di Foligno, acquistarono l’ufficio di Visconti della Valle del Topino e della Villa di Balciano dal rettore del Ducato. Questi erano stati Visconti fin dal 1383 e tennero l’ufficio di visconti fino al 1439, anno della loro caduta per opera del cardinale Giovanni Vitelleschi e, durante il vicariato di Corrado Trinci, furono emanati gli Statuti, il 15 Agosto 1434.

Gli Statuti erano norme che dettavano le regole  sulle quali doveva conformarsi  la vita politica ed amministrativa comuni, fissando su carta le antiche consuetudini del territorio, i brevi, cioè le formule di giuramento dei consoli, i primi magistrati comunali e le decisioni prese dai consigli.

Il Libro I degli Statuti parla degli ufficiali che devono governare il Comune, ivi compresi i balivi  ed i viarii, dei loro diritti e dei loro doveri e delle modalità di elezione del Sindaco, dei massari e del camerlengo.

Il Sindaco, gli otto massari ed il camerlengo, dopo essere stati eletti dovevano giurare sui Santi Vangeli di praticare il loro ufficio con buona fede e senza frode.

Tratto dalla tesi di laurea in Scienze dei Beni Storico – Artistici, Dott.ssa Daniela Menganna